Morte apparente

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Alcuni animali, come squali, coleotteri, serpenti e l’opossum della Virginia, sono in grado di apparire morti agli occhi dell’osservatore, quando invece sono vivi.

Ciò potrebbe essere un’azione riflessa, come nell’immobilità tonica, o un meccanismo di difesa per la protezione dei predatori, come la tanatosi, che è probabilmente adattativa, o nel “gioco dell’opossum”, che è più istintivo. Tali azioni spesso si dimostrano efficaci nell’ambiente naturale ma nel mondo moderno, con l’intervento umano, possono anche essere mortali.

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Squali a Sharm: parola agli esperti

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In pochi giorni tre turisti russi gravemente feriti e una turista tedesca morta a causa dei morsi. Gli squali, di solito, non attaccano gli esseri umani: nuotano in profondità, a centinaia di metri dalla riva, e preferiscono prede più piccole. E’ opinione di molti che nelle acque di Sharm el Sheikh stia succedendo “qualcosa di strano” e che non possa essersi trattato di una semplice coincidenza.

Ieri, le autorità egiziane hanno riaperto alcune spiagge dove la balneazione era stata vietata, mentre prosegue la caccia al “killer”. Con il passare dei giorni, tuttavia, è sempre più improbabile che si riesca a individuare con certezza l’animale responsabile. Per provare ad avere un quadro più chiaro della situazione, Galileo ha intervistato Alessandro De Maddalena, presidente della Società Ittiologica Italiana, curatore della Banca Dati Italiana Squalo Bianco e membro del Gruppo Mediterraneo di Ricerca sugli Squali. De Maddalena era stato contattato, insieme ad altri esperti di squali, dalla Chamber of Diving and Water Sports of Egypt. Dopo aver visionato le fotografie dei morsi, ha fatto le sue ipotesi: ad aver attaccato gli esseri umani sarebbero stati due esemplari di specie diverse, uno dei quali potrebbe aver agito così perché ferito o malato.

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Attacchi a Sharm el Sheik: Io sto con gli squali.

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Ogni anno vengono uccisi milioni di squali dagli uomini. Ogni anno sono uccisi decine di uomini dagli squali. Se uno squalo incontra un uomo dovrebbe darsi alla fuga.

Per oltre 400 milioni di anni gli squali hanno dominato gli oceani del pianeta. Tre specie, lo squalo bianco, lo squalo tigre, lo squalo toro sono responsabili di più della metà degli attacchi all’uomo. Ma effettivamente questi animali meritano la loro cattiva reputazione?

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La percezione degli squali come animali pericolosi si è diffusa grazie all’enorme risalto mediatico ricevuto da qualche isolato attacco non provocato, come il celebre attacco del Jersey Shore nel 1916, ed attraverso finzioni cinematografiche, come la fortunata serie de Lo squalo. A questo proposito va ricordato che lo stesso inventore de Lo squalo, Peter Benchley, si è dedicato in seguito per diversi anni al tentativo di cancellare l’immagine dello squalo come mostro assassino.

Gli squali hanno un lungo periodo di vita e formano popolazioni relativamente piccole. L’accoppiamento pertanto è difficile e non è sufficiente per garantirne la sopravvivenza. A questo problema si aggiunge l’attivita’ dell’uomo : la pesca, le modifiche all’habitat, l’inquinamento, sono solo alcune delle cause della diminuzione delle popolazioni di squali. Emblema della crudelta’ verso questi animali il metodo di preparazione della zuppa di pinne di squalo, che prevede la rimozione delle pinne tramite una lama arroventata, mentre l’animale è ancora vivo, seguita dal rilascio in acqua dello squalo mutilato e costretto all’immobilita’ e quindi alla morte.

Alla fine, chi è il vero assassino e chi la vittima?

Un quinto dei vertebrati a rischio estinzione, ma la conservazione funziona

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Un quinto delle specie di vertebrati sono a rischio estinzione, e la situazione sarebbe ancora peggiore se non fosse per gli attuali sforzi di conservazione della biodiversità. Ad affermarlo è il più vasto studio mai condotto sulla situazione complessiva dei vertebrati presentato in occasione della X Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Biodiversità delle Nazioni Unite (CBD) in corso a Nagoya, in Giappone.

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Trovato il materiale biologico più resistente: la seta del ragno della corteccia di Darwin

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LIVORNO. PlosOne pubblica lo studio “Bioprospecting Finds the Toughest Biological Material: Extraordinary Silk from a Giant Riverine Orb Spider” frutto del lavoro di ricerca svolto tra il marzo 2008 e l’aprile 2010 in due aree forestali, la riserva speciale di Perinet e quella forestale dio Mantadia, del Parco nazionale di Andasibe-Mantadia, nella provincia di Toamasina, nel Madagascar Orientale.

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Lucertola cornuta

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Spesso ci si riferisce alla lucertola cornuta come “rospo cornuto” perché la sua forma appiattita e la posizione accucciata, insieme al muso corto e spuntato la fanno sembrare un rospo. Ci sono più di una dozzina di specie riconosciute, nei deserti e negli ambienti semiaridi dell’America del nord e centrale, dal Canada meridionale al Guatemala. La specie è contraddistinta da una formidabile corona di corna che adorna la testa degli esemplari e dalle numerose spine sul dorso. Il colore varia dal giallo al grigio al marrone rossastro, a seconda dell’ambiente in cui vivono, e combinato con la loro forma permette un considerevole mimetismo con il terreno.

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Nudibranchi

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I nudibranchi (Nudibranchia) sono un sottordine di molluschi dell’ordine Opisthobranchia, che comprende più di 7000 specie descritte.
La parola nudibranchia viene dal latino nudus (nudo) e della parola greca brankhia (branchia), e significa con le branchie nude.

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La mucca: termine errato!

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In lingua Italiana, comunemente chiamiamo questo animale “mucca”, ma è un termine errato. Per spiegarvi il perché bisogna fare una distinzione:

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Foca leopardo

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La Foca leopardo (Hydrurga leptonyx) appartiene alla famiglia delle Phocidae e rappresenta l’unica specie nel suo genere. Questa è la seconda specie di foca più grande nell’Antartide, dopo l’elefante marino del sud e è quasi in cima alla catena alimentare di quel continente. Solo le orche sono i predatori naturali di questa specie.

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Turritopsis nutricula: la medusa immortale!

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Turritopsis nutricula (McCrady 1857), comunemente nota come medusa immortale, è un idrozoo della famiglia Oceanidae in grado di tornare allo stato di polipo dopo aver raggiunto la fase di medusa adulta.
Questo è l’unico animale conosciuto in grado di tornare completamente ad una fase coloniale sessualmente immatura, dopo aver raggiunto la maturità sessuale come individuo solitario.

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