Alcuni animali, come squali, coleotteri, serpenti e l’opossum della Virginia, sono in grado di apparire morti agli occhi dell’osservatore, quando invece sono vivi.
Ciò potrebbe essere un’azione riflessa, come nell’immobilità tonica, o un meccanismo di difesa per la protezione dei predatori, come la tanatosi, che è probabilmente adattativa, o nel “gioco dell’opossum”, che è più istintivo. Tali azioni spesso si dimostrano efficaci nell’ambiente naturale ma nel mondo moderno, con l’intervento umano, possono anche essere mortali.
Nel caso del Martin pescatore (preda) quando è impaurito tende i propri muscoli fino quasi allo spasmo, tanto da sembrare morto da tempo. Nel caso della volpe invece (predatore) il comportamento è lo stesso ma lo scopo è quello di far avvicinare il più possibile, di solito la lepre, per poterla addentare più facilmente senza doverla rincorrere.
Quando alcuni serpenti del genere Heterodon quando minacciati da un predatore, rotolano sulla parte posteriore e sembra essere morto, inoltre stilla un liquido nauseabondo e volatile dal corpo. Cosi i predatori, come i gatti, perdono l’interesse nel serpente. Infatti gli animali sentendo l’odore di marcio nel cibo lo come precauzione contro la malattia infettiva.




feb 05, 2011 @ 10:51:09
Segnalo se può interessare che su questo fenomeno è stato anche pubblicato il volume “Ipnosi animale, immobilità tonica e basi biologiche di trauma e dissociazione” che tratta sia il tema delle reazioni difensive che portano all’immobilità negli animali sia di equivalenti fenomeni negli esseri umani. Ne sono autori Carlo Alfredo Clerici e Laura Veneroni dell’Università Statale di Milano, con i contributi di Cesare Albasi e Concetta Feo. La prefazione è di Marco Poli. Editrice Aracne, Roma 2011.
feb 06, 2011 @ 12:31:22
grazie per il suggerimento!